MAMMA TODAY una mamma di oggi

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Il trauma del latte artificiale


Eccomi qui per raccontarvi la sventura che mi è capitata a inizio settembre...

Il giovedì mattina siamo partiti per andare in vacanza al mare e io ho detto a Francesco: "guarda un insetto mi ha punto sul dito della mano sinistra, mi fa un po' male ma passerà! Maledette zanzare!". Bene, questa semplice frase ha segnato l'inizio del mio calvario!

Il mattino seguente ci siamo alzati per andare in spiaggia e ho fatto notare a mio marito che il mio dito si stava gonfiando. Sono quindi andata in farmacia per prendere qualcosa per sistemare la situazione e quando ho fatto presente alla farmacista che stavo allattando mi ha guardata e mi ha detto: "Questo è un bel problema signora, le do una pomata omeopatica perché non saprei che altro darle nella sua condizione!". 


Vorrei precisare che non sono in nessuna strana condizione, sto solo allattando mio figlio! Detto ciò, ho speso i miei bei soldini per una pomata che non è servita assolutamente a nulla perché il giorno dopo non ero più in grado di muovere il dito e avevo tutta la mano gonfia, per capirci sembrava la mano dell'uomo roccia! Ovviamente non ero in grado di tenere in braccio Daniele e fare le cose più elementari come cambiargli il pannolino. In questo caso sant'uomo Francesco che ha fatto tutto al posto mio. La Domenica non ce la facevo proprio più e allora mi sono decisa ad andare alla guardia medica, anche lì mi hanno dato una pomata e un antibiotico blando ma anche stavolta tutto inutile!


Il martedì siamo rientrati a casa e come prima cosa sono andata in ospedale. Il risultato è stato che mi hanno dovuto fare un incisione e varie altre cose, poi mi hanno prescritto il cortisone e l'antibiotico per dieci giorni e dover tornare per diversi giorni ogni mattina in ospedale per farmi medicare...la conseguenza peggiore di tutto ciò non è stato il dolore fisico ma il fatto che in ospedale il medico che mi ha seguita mi ha detto: "Signora noi ora la sistemiamo ma per i prossimi giorni si organizzi perché non potrà allattare il suo bambino.". Uscita dall'ospedale sono corsa in farmacia a comprare il latte artificiale non sapendo come si doveva fare, quanto ne andava dato, a che temperatura, ero totalmente impreparata e frastornata! Al rientro il mio piccolo ovviamente aveva fame e allora ho preparato il biberon con il latte in polvere e lì per la prima volta mi sono sentita come morire, il mio cucciolo piangeva per la fame e rifiutava il latte artificiale (parliamone del fatto che aveva un'odore orribile!!!). Ho passato uno dei giorni peggiori della mia vita perché Daniele piangeva per la fame, io non potevo dargliene, non voleva l'artificiale e più mi guardava più urlava. Alla sera di quello stesso giorno mio padre mi ha portato a casa una confezione di latte artificiale liquido, di quelli che devi solo scaldare, e lì mi sono rincuorata perché Dani ha mangiato 20gr di latte! Nei giorni seguenti è stato un calvario perché Daniele mangiava solo in dormiveglia sennò da sveglio rifiutava il biberon e in più non potevo tenerlo in braccio per non rischiare di farmi di nuovo male... 


In tutta questa situazione sono dovuta anche ricorrere all'utilizzo del ciuccio perché il piccolo era abituato ad addormentarsi attaccato e non potendolo più fare ho dovuto trovare un mio sostituto... Ammetto che questo lo ha accettato molto facilmente per fortuna!!

Un altro problema legato a tutto ciò è stato rappresentato dal mio latte poichè per evitare che se ne andasse ho dovuto continuare a toglierlo. Per fare questo mi sono dovuta noleggiare un tiralatte elettrico in farmacia e ogni tot ore mi sono dovuta attaccare a quel macchinario...eh già non bastava già tutto il resto...

Dopo dieci giorni in cui ho preso un sacco di farmaci sono guarita e ho ripreso ad allattare! Daniele neanche si ricorda dell'esperienza ma vi assicuro che la sensazione che ho provato nel sentirlo urlare dalla fame me la ricorderò per sempre.


Dopo questa esperienza posso dire che capisco le difficoltà che affrontano tutti i giorni le mamme, a cui faccio il mio più sincero plauso, che sono costrette a dare l'artificiale ai propri figli perché andare in giro con il bibe, continuare a sterilizzare le cose e alzarsi di notte per scaldare il latte è veramente sfiancante e non ha nulla a che vedere con l'allattamento al seno dove hai sempre il latte pronto e caldo "senza nessuna fatica".

Se non avessi avuto Francesco ad aiutarmi difficilmente avrei superato il trauma del "distacco" dovuto al non allattare tutto d'un colpo...è riuscito perfettamente nella prova da mammo, bravo papà!


Mamma Angi


Il trauma del latte artificiale Il trauma del latte artificiale Reviewed by Angela Soffiati on ottobre 02, 2015 Rating: 5

2 commenti:

  1. Le stesse sensazioni che hai provato nel sentir piangere dalla fame il tuo Daniele, le ho provate anche io sin da subito. Purtroppo non ho potuto allattare, o meglio, lo facevo tanto per mantenere un contatto fisico col mio cucciolo, ma il latte era davvero poco, solo qualche grammo. Attaccavo Tommaso per mezz'ora e poi via con un biberon intero di artificiale, sempre, giorno e notte. Non ti dico la fatica, sia fisica che psicologica, mi sentivo del tutto inutile e impotente. Per fortuna il tuo è stato solo un episodio, sei fortunata di poter allattare il tuo bimbo in tutta naturalezza, continua così! Un bacione.
    Eleonora

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    1. Ciao Eleonora!
      Grazie per la tua testimonianza, sicuramente qualche altra mamma si rivedrà nelle nostre storie e capirà i nostri stati d'animo...
      Un abbraccio, Angela

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