MAMMA TODAY una mamma di oggi

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Grazie a mio figlio ho superato il trauma dell'incidente!



All'età di 13 anni ebbi un incidente in bicicletta. Come ogni giorno di quell'estate mi stavo recando a un parco con delle amiche, stavamo tutte e quattro in fila e cercavamo di percorrere le vie meno trafficate. Purtroppo però ogni giorno eravamo costrette ad attraversare un grande incrocio! Fortunatamente questo era, ed è, regolato con un semaforo. Quel dì eravamo al semaforo e quando scattò il verde partii per oltrepassare quella zona. Peccato che in quell'esatto istante un auto decise di passare con il rosso e mi investì in pieno

L'auto mi prese sul fianco, per un attimo la mia gamba destra si incastrò tra la bici e l'auto, poi sbattei contro il cofano e caddi a terra. Vidi scendere dall'auto una donna che mi guardò, mi disse "Ah ok respiri, allora io vado" e se ne andò lasciandomi a terra sull'asfalto rovente. Ricordo perfettamente quegli istanti. Ricordo perfettamente il suo volto, era una donna sui trent'anni, con una lunga treccia castana e con un paio di occhiali da vista con una montatura nera e tonda; non dimenticherò mai quel viso! Ero stesa a terra e sentivo i pezzi di asfalto sulla mia pelle (l'abbigliamento estivo in tutto ciò non mi aiutò di certo!), sentivo un fortissimo dolore alla testa per la botta presa e le gambe mi facevano male. Ero immobile a terra e guardavo in alto cercando di capire cosa stesse accadendo. Dopo un attimo vidi attorno a me un sacco di persone! Ricordo un signore che mi prese in braccio e mi tolse dall'incrocio (ok non doveva farlo in termini di sicurezza ma dato che per fortuna non avevo subito danni gravi per me è stata la salvezza). Raccolse la mia bicicletta accartocciata e mi disse "Non preoccuparti ci sono io a prendermi cura di te!". Mi portò a casa da sua madre e telefonò ai miei genitori. Ovviamente non avevamo ancora i cellulari quindi dovetti aspettare che mia madre rientrasse a casa! Ricordo che la madre del signore era un'adorabile vecchietta, mi mise sulla sua poltrona e cercò di tranquillizzarmi tenendomi la mano. Io non ero in grado di parlare, avrei voluto dire tante cose ma non uscivano suoni dalla mia bocca. Quando arrivò mia madre, non appena la vidi scoppiai a piangere. Avevo male dappertutto, ero a casa di sconosciuti, una donna dopo avermi investita mi aveva abbandonata a terra in mezzo a un incrocio e avevo distrutto la bicicletta che mi aveva prestato mia sorella. Piansi per tantissimo tempo, piansi quando dovetti parlare con i testimoni dell'incidente e piansi anche quando scoprii che si sarebbe dovuta fare una denuncia contro ignoti per omissione di soccorso (ovviamente la signora era scappata e nessuno aveva preso il suo numero di targa!) e che la cosa sarebbe stata inutile perché nessuno sapeva chi fosse quella signora (con i telefonini sarebbe stato più semplice, una foto o un video dell'auto avrebbero cambiato tutto, ma purtroppo non si usavano ancora). Ok qualcuno ha guardato in basso e per mia grande fortuna mi feci male ma "non troppo", avevo una marea di lividi e dolori, ma passò tutto nel giro di qualche tempo. Non si sa come ma non mi ruppi niente! L'unica cosa che si frantumò fu la mia sicurezza!

Da quel giorno del lontano 1999 non salii più su una bicicletta! Ogni volta che ci provavo venivo presa dagli attacchi di panico...


Ieri per la prima volta dopo diciassette anni ho preso coraggio e sono salita su una bicicletta! Mio marito era diverso tempo che cercava di convincermi a provare a riandare in bicicletta, ma ogni volta io cercavo delle scuse per non farlo. Ieri però sono riuscita ad autoconvincermi che era arrivato il momento di affrontare questo mio demone perché altrimenti avrei perso dei bellissimi momenti con mio figlio, avrei perso la prima uscita in bici di Daniele (se non fossi andata l'avrebbe fatta solo con il suo papà e senza la mamma) e non volevo questo! Voglio essere presente in tutto per lui e non voglio che si ricordi che la mamma non c'era perché aveva paura!

Tra l'altro mi è stata regalata una bellissima bici con tanto di seggiolino per Daniele... sinceramente non me la sono sentita di portarlo io e quindi io ho usato la bici di Francesco e lui la mia. Abbiamo caricato il piccolo sul seggiolino e siamo partiti. Abbiamo fatto solo vie interne e in mezzo ai campi perché mio marito sapeva quanto fossi terrorizzata. Per la prima mezzora ho avuto le gambe che tremavano come foglie e per i primi metri non riuscivo nemmeno a fare una pedalata che mi dovevo fermare. Sentivo il cuore salire in gola ogni volta che sentivo il rumore di un'auto avvicinarsi! Ad un certo punto però il mio sguardo è caduto su mio figlio che era felicissimo, rideva, muoveva le sue braccia paffutelle, faceva dei versi buffissimi... In quel momento ho capito che non potevo andare avanti così e che avrei dovuto vincere questa mia paura. Non voglio perdermi l'esperienza delle gite in bici con mio figlio, io a suo tempo le ho fatte con i miei genitori e voglio che anche lui abbia questi ricordi. Da quell'istante sono riuscita a rilassarmi e devo ammettere che un pochino mi sono anche divertita

Certo non mi sento ancora abbastanza sicura da trasportare Daniele ma credo che non appena ci sarà l'occasione faremo un altro giro in bici così magari con il tempo riuscirò a prendere un po' più di sicurezza e mi passerà del tutto la paura! Magari la prossima volta sarò ancora più rilassata e mi divertirò ancora di più!


Mamma Angi



Grazie a mio figlio ho superato il trauma dell'incidente! Grazie a mio figlio ho superato il trauma dell'incidente! Reviewed by Angela Soffiati on aprile 11, 2016 Rating: 5